La “sagra dei Misteri” di Campobasso

La “sagra dei Misteri” è una delle più importanti e suggestive manifestazioni della cultura popolare religiosa molisana.  Questa tradizione si svolge il giorno di  Corpus Domini e consiste nella processione di tredici Misteri lungo un percorso che ha inizio dall’omonimo Museo sito in via Trento n°3 e prosegue per le strade del centro storico e le vie principali della città di Campobasso. La tradizione prosegue nel tempo da oltre due secoli e mezzo, angeli, diavoli, santi e madonne sospesi nel vuoto sfilano per le vie di Campobasso.

Queste macchine sono portate a spalla da un gruppo di giovani, in un numero non inferiore a dodici per ogni Mistero, con ritmo cadenzato, scandito dal capo “mistero”. I Misteri rappresentano “quadri viventi del vecchio e nuovo testamento”: bambini, anziani ed adulti vestiti di abiti variamente colorati sono ancorati a delle strutture d’acciaio e di legno rivestite in modo tale da dare l’impressione che gli angeli, i santi e i demoni aleggino realmente nell’aria.

Le Macchine dei Misteri (detti anche Ingegni) furono creati nel 1748 da Paolo Saverio Di Zinno, celebre artista campobassano, in numero di ventiquattro e venivano conservati nelle tre chiese che provvedevano alla organizzazione della processione del Corpus Domini.

I Misteri rappresentano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento con chiari richiami a concetti come l’obbedienza a Dio (Misteri dell’Abramo), la punizione dei ribelli (Mistero di S. Michele), la grazia di Dio che accompagna la Vergine Maria (Mistero dell’Immacolata Concezione), l’amore del Figlio di Dio per gli uomini (Mistero del S.S. Cuore di Gesù). Apre la sfilata il Mistero di S. Isidoro, a seguire S. Crispino, S. Gennaro, Abramo, Maria Maddalena, S. Antonio Abate, Immacolata Concezione, S. Leonardo, S. Rocco, L’Assunta, S. Michele, S. Nicola, S.S. Cuore di Gesù.

E’ una processione unica al Mondo di cui vale la pena di vederla almeno una volta. La Processione dei Misteri, coinvolge i volontari dell’Associazione Misteri e Tradizioni già a partire da alcuni mesi prima della festività del Corpus Domini. Bisogna infatti revisionare le “macchine”, sistemare i costumi dei figuranti, le divise dei portatori ma, soprattutto, reclutare i figuranti fra quanti, bambini e adulti, desiderano partecipare alla più sentita ed importante tradizione campobassana.

La scelta dei figuranti viene effettuata dal coordinatore dell’Associazione Misteri e Tradizioni principalmente in base alle caratteristiche fisiche e fisionomiche: requisito fondamentale per i bambini è la possibilità di stare comodi all’interno delle imbracature, mentre per gli adulti è la capacità di interpretare al meglio il ruolo assegnato. La formazione delle squadre dei portatori e la loro gestione nel corso della Processione, avviene, invece, a discrezione di ogni singolo caposquadra, ciascuno secondo i propri criteri.

La mattina del giorno di Corpus Domini, alle 8:00 nel cortile del Museo che ospita i Misteri in mostra permanente, l’Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Campobasso-Boiano celebra la Santa Messa alla presenza dei volontari dell’Associazione, dei figuranti con i loro genitori, dei portatori, e dalle autorità istituzionali Comunali, Provinciali e Regionali.

Terminata la funzione, i figuranti vanno ad animare le strutture in acciaio dei Misteri grazie alla preziosa opera dei vestitori (due per ogni Mistero) che si occupano di assicurare i figuranti alle imbracature e di curare i costumi e gli aspetti scenografici. Alle 10:00 i Misteri lasciano il Museo per iniziare la Processione che li porta ad attraversare le principali vie della città fino a raggiungere piazza Vittorio Emanuele II dove, intorno alle 13:00, dal balcone del Municipio, ricevono la benedizione dell’Arcivescovo prima di ritornare al Museo. Il tratto più suggestivo dell’intero percorso è sicuramente il passaggio per le vie del Borgo Antico dove i Misteri riempiono le strette strade arrivando quasi a sfiorare le abitazioni che fanno da appropriata cornice alla sfilata.

Fonte testo internet e revisionato da noi.